In attesa della giornata di studio dal titolo “Aspettando il Safety Quality & Environment FORUM 2011, sentenza ThyssenKrupp” , che si terrà a Roma il 18 Maggio presso l’Hotel Universo - Via Principe Amedeo, e che rientra nel “Road Show” per l’Italia in preparazione del “Safety, Quality and Environment FORUM 2011, (16 e 17 giugno- Roma), proponiamo di seguito alla vostra attenzione un articolo uscito sabato su LA STAMPA.it in cui le parole della Marcegaglia e gli applausi degli industriali a Harald Espenhahn, amministratore delegato di ThyssenKrupp, condannato a 16 anni per omicidio volontario in merito al rogo del 6 dicembre 2007, gettano un’ombra inquietante su una sentenza esemplare e di grande importanza. Vi invito a visitare www.agenzianazionalebilateralita.com , o ad esprimere un Vostro commento sul blog professionesicurezzanetwork.it per scambiare idee sulla questione.
Buona lettura:
«Chiediamo poche riforme chiare. Non sussidi, non incentivi, non aiuti. Poche grandi riforme che permettano allo Stato di ridursi e di funzionare meglio». Le assise generali di Confindustria, 5.700 industriali riuniti a porte chiuse alla Fiera di Bergamo, sono appena terminate ed Emma Marcegaglia affronta finalmente i cronisti. Toni pacati, sul volto un po’ di stanchezza per un dibattito che è andato avanti senza soste, con qualche momento di tensione, per nove ore. Ma parole decise, dure, a tratti taglienti. Subito, tanto per gradire, una risposta a Silvio Berlusconi che due giorni fa aveva detto agli industriali: Fate voi qualcosa per noi». La presidente di Confindustria non si scompone. «Noi tutti i giorni facciamo qualcosa per il Paese, visto che contribuiamo per il 70% alla crescita del Pil. E su questo qui a Bergamo c’è stata una condivisione molto forte».
Quindi, per far capire che gli industriali sono disposti ad assumersi nuove responsabilità, ecco una nuova proposta: «Lo Stato privatizzi la gestione dell’Ice, l’Istituto per il commercio estero, che non funziona. Noi, come Confindustria, ci candidiamo a prenderla in considerazione».
Poi l’affondo sulle tasse. «Vogliamo una riforma fiscale anche a parità di pressione fiscale, ma che riduca la tassazione su imprese e lavoro. E poi ulteriori semplificazioni. E vogliamo le liberalizzazioni che sono le grandi assenti nei provvedimenti del governo, anzi si sono fatti dei passi indietro. Infine vogliamo capire quale è l’impegno per la ricerca».
Del decreto Sviluppo alla Marcegaglia non piace il credito di imposta per le assunzioni al Sud. «C’e il rischio - spiega - di avere un mare di assunzioni in un momento elettorale che poi non potranno essere sostenute. Per accontentare qualcuno di potrebbero creare posti di lavoro che poi si perdono». Confindustria avrebbe preferito un impegno su ricerca e investimenti. Giudizio positivo, invece, sulle semplificazioni e sulle norme per l’edilizia.
Fra i presenti a Bergamo (e molto applaudito), l’amministratore delegato di Thyssenkrupp in Italia, Herald Espenhahn, condannato a 16 anni e mezzo con la storica sentenza di Torino che per la prima volta ha equiparato la morte sul lavoro di sette operai (uccisi dal rogo del 6 dicembre 2007) a un omicidio volontario. L’azienda ha chiesto a Confindustria tutela e passi ufficiali. E la presidente non si tira indietro. «Abbiamo ribadito il totale, assoluto impegno sulla sicurezza sul lavoro, che deve rafforzarsi, perché ogni morte è una tragedia umana, è una sconfitta per noi. Però consideriamo una condanna a 16 anni per omicidio volontario un unicum in Europa. Se una cosa di questo tipo dovesse prevalere, potrebbe allontanare gli investimenti esteri dall’Italia».
Nel suo discorso a porte chiuse la Marcegaglia attacca la politica. Dice che c’è un problema «di stile della politica», con evidente riferimento alle polemiche che l’hanno investita nei mesi scorsi. Ma soprattutto, aggiunge, esiste un problema di selezione della classe politica e di contenuti. «Noi abbiamo un’idea precisa di che cosa vada fatto - insiste -. Siamo a un punto in cui Confindustria, grande forza responsabile di questo Paese, deve essere pronta a una svolta».
Certo il momento è difficile, la presidente di Confindustria non se lo nasconde. «Ma io sono convinta - dice - che la nostra solitudine e la nostra rabbia e il nostro orgoglio sono pronti per trasformarsi in una potente iniezione di energia al servizio del Paese».
Ben 340 gli interventi alla kermesse e un inedito sistema di votazione delle proposte giunte dagli otto tavoli di lavoro, con gli imprenditori chiamati a esprimersi con messaggini sms sulle varie opzioni. Con alcuni risultati sorprendenti. Il 37% degli industriali è d’accordo o abbastanza d’accordo su un’imposta patrimoniale: segno che la questione non è più tabù. Il 65% è totalmente d’accordo o abbastanza ad accettare un lieve aumento dell’Iva in cambio di una riduzione dell’Irap. E ancora: il 96% chiede a Confindustria meno convegni e liturgie.
Tra gli interventi anche voci di stimolo e di critica, come quelle dell’imprenditore veneto Andrea Tomat e del leader degli industriali laziali Aurelio Regina. A Bergamo arriva l’ex presidente Luca Montezemolo. Ascolta, ma non interviene pubblicamente al dibattito. «Per rispetto», dice, verso gli attuali vertici di Confindustria. Parla, invece, il patron della Tod’s, Diego Della Valle. Chiede di dare ampie deleghe «a Emma per farle sentire che siamo tutti con lei e che ci meritiamo un Paese migliore».
TEODORO CHIARELLI
INVIATO A BERGAMO