domenica 15 agosto 2010

PRIME APPLICAZIONI DEL DECRETO 231 IN MATERIA DI SICUREZZA

Scattano le prime condanne in applicazione del D. Lgs. 231/01 in materia di sicurezza a seguito del grave incidente di Molfetta dove il 3 marzo 2008 morirono 5 persone per le esalazioni di acido solfidrico. Pesanti le pene pecuniarie per le società coinvolte (quasi il tetto massimo previsto dal Decreto di di un milione e mezzo di Euro) alle quali si aggiungono quelle detentive verso tre persone fisiche colpevoli di concorso in omicidio colposo plurimo e lesioni colpose gravi per violazione delle disposizioni di prevenzione degli infortuni.

In questi stessi giorni un giudice del Tribunale di Milano ha prosciolto un’importante società di costruzioni in quanto ha ritenuto idoneo il modello organizzativo implementato in azienda al fine di prevenire i reati previsti dal D. Lgs 231 e che possono comportare la responsabilità amministrativa dell’impresa.

Da questi recentissimi casi giudiziari è quindi evidente che l’inserimento del reato di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime nella lista dei reati compresi dal Decreto 231sancito dal Testo Unico per la Sicurezza (D. Lgs 81/08) comporta conseguenze pesantissime e del tutto nuove per le aziende.

Peraltro è lo stesso Testo Unico a dare indicazioni alle imprese per esimersi da tali responsabilità: i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001, o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi per le parti corrispondenti (D.Lgs 81/08 art. 30, comma 5), tali sistemi possono essere ASSEVERATI degli Enti Bilaterali  costituenti la nostra Agenzia.

DECRETO LEGISLATIVO 231/01 e LEGGE 123/07

Il D.Lgs. 231/01 ha introdotto la responsabilità amministrativa delle Imprese nell'ipotesi di reati quali ad esempio la corruzione, la concussione, la truffa in danno dello Stato o di un Ente pubblico o per conseguimento di erogazioni pubbliche, ecc.

Inoltre, la Legge 123/07, entrata in vigore il 25 agosto 2007, ha esteso il campo di applicazione del D.Lgs. 231/01 ai reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro.

Per tutti i reati elencati nel Decreto, in aggiunta alle responsabilità individuali, sono previste sanzioni pecuniarie e interdittive per l'Impresa quali ad esempio l'interdizione dell'esercizio dell'attività e il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione. L'Azienda, tuttavia, può esimersi dalla responsabilità per i suddetti reati se dimostra che la Direzione ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi ed inoltre che è stato affidato ad un Organismo dell'Impresa, dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo (Organismo di Vigilanza), il compito di vigilare sul funzionamento, l'osservanza e l'aggiornamento dei modelli.

L'Azienda dovrà dimostrare inoltre che gli autori del reato abbiano eluso fraudolentemente i modelli dell'Organizzazione.

La recente estensione ai reati in materia di tutela delle sicurezza sui luoghi di lavoro (Legge 123/07) porta ulteriori motivi di attenzione.

Per le Imprese già certificate, il percorso per introdurre nella gestione imprenditoriale i modelli richiamati dalla normativa cogente, risulta facilitato essendo le Imprese già predisposte in termini organizzativi alla chiara attribuzione e formalizzazione di ruoli e responsabilità.

Per tutte quelle Imprese che non hanno ancora affrontato questo problema e che non si sono ancora dotate di una Certificazione di Sistema per la Gestione in Qualità, questo percorso può rappresentare un valido riferimento dal punto di vista organizzativo e gestionale.

Nessun commento:

Posta un commento