Dal mondo dell'informazione ecco un articolo pubblicato su freenewsonline.it che pone l'attenzione sulla campagna istituzionale “Il Lavoro è importante, la sicurezza di più”,che, attraverso linguaggi e materiali diversi,pone ancora una volta la capitale come fulcro per la sensibilizzazione sul delicato tema della salute e della sicurezza. Per un'opportuna conoscenza degli operatori del settore pubblichiamo il testo completo dell'articolo.
Al via la campagna istituzionale “Il Lavoro è importante, la sicurezza di più”. La campagna di informazione è finalizzata al rispetto dei lavoratori, alla sensibilizzazione sul delicato tema della salute e della sicurezza sul lavoro, e vuole diffondere la cultura della legalità, con particolare attenzione al settore edile, quello più esposto al rischio di incidenti.
La campagna è rivolta ai lavoratori residenti a Roma, alle piccole e medie imprese e ai datori di lavoro. Si sviluppa con la diffusione di messaggi pubblicitari tramite affissioni, attraverso i media e con depliant informativi. Questi saranno distribuiti presso URP, Centri Orientamento Lavoro, Centri di Formazione Professionale e le varie strutture di Roma Capitale. Uno spot audio-video sarà proiettato nelle stazioni della metropolitana. Due gli opuscoli informativi: ABC della sicurezza nei cantieri edili, in cinque lingue (italiano, polacco, rumeno, albanese e arabo) e ABC della sicurezza nei cantieri stradali, destinati a lavoratori e aziende. I due manuali saranno distribuiti presso i cantieri edili comunali dal personale dell’Osservatorio sul Lavoro di Roma Capitale durante l’attività istituzionale di verifica e controllo della sicurezza.
L’Osservatorio sul Lavoro – Sostegno e Orientamento al Lavoro è un’Unità Organizzativa del Dipartimento Attività Economico-Produttive, Formazione e Lavoro di Roma Capitale.
La finalità dell’Osservatorio è quella di affrontare le problematiche relative al mondo del lavoro attraverso vari ambiti di intervento. La campagna di informazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è realizzata proprio attraverso l’ Osservatorio sul Lavoro su iniziativa dell’Assessorato capitolino alle Attività Produttive e Lavoro.
La campagna sulla sicurezza è stata presentata in Campidoglio dal sindaco Gianni Alemanno e dall’ assessore capitolino al Lavoro, Davide Bordoni. “Questa importante iniziativa- ha detto il Sindaco – si inquadra nello sforzo quotidiano dell’ assessorato insieme alle varie realtà che si occupano di sicurezza sul lavoro. Le morti bianche sono un grande trauma ed e’ fondamentale che i cantieri siano a norma, funzionali e trasparenti, senza alcuna illegalità”. L’ obiettivo – ha sottolineato – è combattere il dramma delle morti bianche.
lunedì 28 febbraio 2011
martedì 15 febbraio 2011
Bilateralità, l'arma per uscire dalla crisi
Dal mondo dell'informazione ecco un'interessante articolo pubblicato stamane su www.viaemilianet.it, nella sezione "Economia ed Imprese", in cui la bilateralità gioca un ruolo fondamentale nel sostegno e nello sviluppato al reddito di imprese e lavoratori, allargando negli anni la sfera degli interventi a sicurezza e formazione.
BOLOGNA, 14 FEB. 2011 - Si è già detto tanto di questa crisi, ma di sicuro non è ancora abbastanza. La ripresa non decolla e sembra molto lontana. La disoccupazione, invece, non accenna a scomparire, soprattutto tra i giovani. Ecco dunque che si rendono necessarie ulteriori riflessioni, per dar vita ad un cambiamento di strategia e per trovare finalmente la soluzione contro la crisi di competitività, la caduta di produttività e la precarietà del lavoro. Con questo obiettivo, le Cna di Emilia-Romagna, Marche, Toscana e Umbria hanno organizzato oggi a Bologna un Forum intitolato "Al via un nuovo modello contrattuale: bilateralità e territorio".
Il modello in questione è frutto dell'Accordo interconfederale del settore artigianato siglato nel luglio del 2010 e che sta prendendo corpo su tutto il territorio nazionale. Al suo interno, un ruolo centrale è stato affidato agli enti bilaterali, soggetti privati costituiti dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro della categoria. Un connubio che fonda le sue radici proprio nelle quattro regioni del Centro Nord riunite questo pomeriggio nell Torre Cna, dove le relazioni tra le imprese e i dipendenti sono da sempre forti e positive. E che adesso, durante la fase di applicazione della contrattazione, devono fungere da traino per le altre zone del Paese.
Nell'artigianato la bilateralità ha sviluppato la propria attività nel campo del sostegno al reddito di imprese e lavoratori, allargando negli anni la sfera degli interventi a sicurezza e formazione. Al suo sviluppo a livello nazionale contribuisce anche il Governo, rappresentato oggi da Michele Tiraboschi, professore ordinario di diritto del lavoro dell'Università di Modena e Reggio Emilia e consulente del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. "Già nella Legge Biagi - ha spiegato - gli enti bilaterali venivano considerati lo strumento privilegiato nelle relazioni del mercato del lavoro. E nel 2011 è ormai superata l'erogazione unilaterale del datore di lavoro attraverso il contratto collettivo, mentre tutto deve passare dai contratti territoriali e aziendali".
Ulderico Sbarra, segretario generale della Cisl dell'Umbria, gli ha dato ragione, sottolineando che con il nuovo modello "il territorio diventa protagonista". Secondo lui, gli enti bilaterali rappresentano una risposta importante e solida alla necessaria riforma del mondo del lavoro. Tuttavia è necessario migliorarli creando un forte e duraturo patto sociale che aiuti la politica nella gestione della crisi e che faccia "il bene della comunità". Un po' più scettico si è dimostrato invece Fabio Giovagnoli, responsabile del dipartimento attività produttive della Cgil Toscana. "La bilateralità - ha detto - non è esaustiva nell'ambito dei rapporti contrattuali. Non può essere considerata un'alternativa al sistema contrattuale nazionale, ma piuttosto una sua integrazione".
La visione, insomma, non è univoca. Ma tutti sono d'accordo sul fatto che con la bilateralità si sia compiuto un salto di qualità e si sia individuata la strada da seguire. "Ora però bisogna cominciare a percorrerla", ha fatto notare il responsabile nazionale della divisione economica e sociale Cna Enrico Amadei. Aggiungendo che in questa fase di snodo - in cui il sistema territoriale e nazionale sono ormai alla pari e la politica non cerca il confronto con le parti sociali, ma preferisce arrivare direttamente agli elettori - è necessario creare una rappresentanza reale degli interessi di imprese e dipendenti non più sul posto del lavoro, ma attraverso strumenti specifici come la cassa integrazione o la previdenza integrativa.
A proposito della riorganizzazione del lavoro, il presidente di Cna Emilia-Romagna Paolo Govoni ha fissato tre principi: dialogo sociale, relazioni sul territorio e sussidiarietà. E ha anche affrontato il tema della rappresentatività delle piccole imprese. “Il nostro obiettivo – ha concluso – è di ottenere il riconoscimento della rappresentanza contrattuale di imprenditori che si riconoscono nella nostra Confederazione. Occorre cogliere e rendere esplicito il percorso avviato con le categorie che ci ha permesso di segnare importanti successi su questo argomento negli ultimi contratti nazionali siglati: tessile, autotrasporto, acconciatura, legno, edilizia e comunicazione”.
di Gabriele Morelli
BOLOGNA, 14 FEB. 2011 - Si è già detto tanto di questa crisi, ma di sicuro non è ancora abbastanza. La ripresa non decolla e sembra molto lontana. La disoccupazione, invece, non accenna a scomparire, soprattutto tra i giovani. Ecco dunque che si rendono necessarie ulteriori riflessioni, per dar vita ad un cambiamento di strategia e per trovare finalmente la soluzione contro la crisi di competitività, la caduta di produttività e la precarietà del lavoro. Con questo obiettivo, le Cna di Emilia-Romagna, Marche, Toscana e Umbria hanno organizzato oggi a Bologna un Forum intitolato "Al via un nuovo modello contrattuale: bilateralità e territorio".
Il modello in questione è frutto dell'Accordo interconfederale del settore artigianato siglato nel luglio del 2010 e che sta prendendo corpo su tutto il territorio nazionale. Al suo interno, un ruolo centrale è stato affidato agli enti bilaterali, soggetti privati costituiti dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro della categoria. Un connubio che fonda le sue radici proprio nelle quattro regioni del Centro Nord riunite questo pomeriggio nell Torre Cna, dove le relazioni tra le imprese e i dipendenti sono da sempre forti e positive. E che adesso, durante la fase di applicazione della contrattazione, devono fungere da traino per le altre zone del Paese.
Nell'artigianato la bilateralità ha sviluppato la propria attività nel campo del sostegno al reddito di imprese e lavoratori, allargando negli anni la sfera degli interventi a sicurezza e formazione. Al suo sviluppo a livello nazionale contribuisce anche il Governo, rappresentato oggi da Michele Tiraboschi, professore ordinario di diritto del lavoro dell'Università di Modena e Reggio Emilia e consulente del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. "Già nella Legge Biagi - ha spiegato - gli enti bilaterali venivano considerati lo strumento privilegiato nelle relazioni del mercato del lavoro. E nel 2011 è ormai superata l'erogazione unilaterale del datore di lavoro attraverso il contratto collettivo, mentre tutto deve passare dai contratti territoriali e aziendali".
Ulderico Sbarra, segretario generale della Cisl dell'Umbria, gli ha dato ragione, sottolineando che con il nuovo modello "il territorio diventa protagonista". Secondo lui, gli enti bilaterali rappresentano una risposta importante e solida alla necessaria riforma del mondo del lavoro. Tuttavia è necessario migliorarli creando un forte e duraturo patto sociale che aiuti la politica nella gestione della crisi e che faccia "il bene della comunità". Un po' più scettico si è dimostrato invece Fabio Giovagnoli, responsabile del dipartimento attività produttive della Cgil Toscana. "La bilateralità - ha detto - non è esaustiva nell'ambito dei rapporti contrattuali. Non può essere considerata un'alternativa al sistema contrattuale nazionale, ma piuttosto una sua integrazione".
La visione, insomma, non è univoca. Ma tutti sono d'accordo sul fatto che con la bilateralità si sia compiuto un salto di qualità e si sia individuata la strada da seguire. "Ora però bisogna cominciare a percorrerla", ha fatto notare il responsabile nazionale della divisione economica e sociale Cna Enrico Amadei. Aggiungendo che in questa fase di snodo - in cui il sistema territoriale e nazionale sono ormai alla pari e la politica non cerca il confronto con le parti sociali, ma preferisce arrivare direttamente agli elettori - è necessario creare una rappresentanza reale degli interessi di imprese e dipendenti non più sul posto del lavoro, ma attraverso strumenti specifici come la cassa integrazione o la previdenza integrativa.
A proposito della riorganizzazione del lavoro, il presidente di Cna Emilia-Romagna Paolo Govoni ha fissato tre principi: dialogo sociale, relazioni sul territorio e sussidiarietà. E ha anche affrontato il tema della rappresentatività delle piccole imprese. “Il nostro obiettivo – ha concluso – è di ottenere il riconoscimento della rappresentanza contrattuale di imprenditori che si riconoscono nella nostra Confederazione. Occorre cogliere e rendere esplicito il percorso avviato con le categorie che ci ha permesso di segnare importanti successi su questo argomento negli ultimi contratti nazionali siglati: tessile, autotrasporto, acconciatura, legno, edilizia e comunicazione”.
di Gabriele Morelli
lunedì 14 febbraio 2011
Ricostruzione: migliaia di lavoratori, pochi controlli
Per un aggiornamento di tutti gli operatori del settore, riportiamo di seguito un articolo riguardante il tema della sicurezza sul lavoro in uno dei cantieri attualmente piu' estesi ed importanti d'Italia:L'Aquila. Tra le proposte avanzate per il processo riscostruttivo del capoluogo abruzzese, la patente a punti, di cui le imprese dovranno dotarsi per essere selezionate durante gli appalti per mantenere il permesso d'impresa, e il relativo patentino per i dipendenti che attesti la loro formazione. La notizia, riportata di seguito per esteso, è stata pubblicata su ilcapolugo.it domenica 13 febbraio.
Buona lettura!
L'Aquila, 13 feb 2011 – L'Aquila sarà il cantiere più grande d'Europa, in cui troveranno lavoro migliaia e migliaia di operai, manovali e centinaia di imprese edili. Questa è l'idea che noi aquilani ci sentiamo ripetere da mesi, anni, ma sarà vero? Una cosa è certa, la ricostruzione è partita, ma a rilento. I cantieri ci sono, quì e là, ma bisogna fare chiarezza sul lavoro che migliaia di operai, provenienti da ogni parte d'Italia, e non solo, troveranno a L'Aquila per chissà quanti anni avvenire.
“Di primaria importanza in questa fase di ricostruzione sarà il controllo della legalità delle imprese che prenderanno in appalto i lavori di ristrutturazione e ricostruzione e quindi della regolarità del pagamento di fornitori e operai”. Lo afferma il segretario territoriale della Filca-Cisl, Pietro Di Natale.
La retribuzione dei lavoratori è il primo punto che il segretario Filca vuole mettere in luce. Da diversi anni è entrato in vigore il DURC (documento unico di regolarità contributiva), vale a dire l'attestazione dell'assolvimento, da parte dell'impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e Cassa Edile provinciale: i versamenti contributivi saranno, quindi, controllati da questi enti bilaterali. “Le imprese”, continua Di Natale “si faranno concorrenza proprio con la retribuzione degli operai e manovali. Il Direttore di cantiere è deputato all'accertamento della regolarità del pagamento dei lavoratori e l'assunzione degli stessi con contratti adeguati alle loro mansioni, quindi l'applicazione del Contratto nazionale di lavoro e del Contratto integrativo provinciale di lavoro”.
Di Natale denuncia alcuni presunti casi di estorsione sulle retribuzioni dovute ai dipendenti di alcune ditte, che non sarebbero state ancora comunicate alle autorità competenti. Il caso è quello delle assunzioni con contratti diversi da quelli del settore edile: vengono stipulati contratti metalmeccanici o di altra natura, semplicemente per ricavarne un notevole risparmio sul costo del lavoro a danno dell'operatore edile, il quale si vede sottovalutato il proprio salario, spesso corrisposto “in nero”.
Oltre alla vigilanza dei contratti di assunzione è necessaria “la tracciabilità dei pagamenti – aggiunge Di Natale – tramite bonifici bancari perché gli operai, soprattutto stranieri e in condizioni di vita rasenti la povertà accettano pagamenti anche con assegni e addirittura in contanti”.
Altro punto dolente sono gli alloggi dei lavoratori: “un problema sociale”, a detta di Pietro di Natale. Saranno migliaia i lavoratori che si installeranno nei comuni del cratere per i prossimi anni e per loro, a differenza del periodo dell'emergenza, non è stata prevista alcuna soluzione abitativa, seppur provvisoria. Nel periodo della costruzione dei Map e delle palazzine del Progetto Case erano stati previsti dei container da adibire ad abitazioni, dotati di ogni comfort, i quali potrebbero essere riutilizzati anche ora. “I lavoratori che accorreranno a L'Aquila per lavoro saranno tanti e ci saranno sicuramente altre ricadute: prostituzione, droga – denuncia il segretario Filca-Cisl. Occorre maggior controllo”.
In questo grande cantiere che sarà il cratere aquilano tutte le imprese impegnate nell'esecuzione di opere pubbliche e private dovranno adempiere a determinati obblighi: tra le proposte al vaglia una patente a punti di cui le imprese dovranno dotarsi per essere selezionate durante gli appalti e per mantenere il permesso d'impresa. Altre proposte sono la dotazione per i dipendenti di un patentino ce attesti la loro formazione (formazione di base sulla sicurezza dei dipendenti, formazione 16 ore ante-assunzione per i lavori di primo impiego nel settore delle costruzioni); presenza in organico dell'addetto e preposto per il montaggio, trasformazione e smontaggio dei ponteggi; presenza in organico della squadra emergenza sanitaria e antincendio; nominativo del RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione); eventuale RLS (Responsabile Lavoro e Salute); consegna di adeguati dispositivi per la protezione individuale; di aver effettuato la formazione prevista dal Dlgs. 81/2008 presso gli Enti Bilaterali previsti dalla contrattazione nazionale.
Un'ulteriore soluzione per un monitoraggio completo sarebbe, inoltre, l'istituzione di un Osservatorio della ricostruzione, in connubio con enti e istituzioni, per monitorare i dati delle imprese appaltatrici e dei committenti.
I NUMERI – Ogni semestre la Cassa Edile della Provincia dell'Aquila pubblica i dati riferiti alla situazione lavorativa. I dati fanno riferimento al periodo dal 01 ottobre 2009 al 30 settembre 2010.
di Eleonora Ferroni
Buona lettura!
L'Aquila, 13 feb 2011 – L'Aquila sarà il cantiere più grande d'Europa, in cui troveranno lavoro migliaia e migliaia di operai, manovali e centinaia di imprese edili. Questa è l'idea che noi aquilani ci sentiamo ripetere da mesi, anni, ma sarà vero? Una cosa è certa, la ricostruzione è partita, ma a rilento. I cantieri ci sono, quì e là, ma bisogna fare chiarezza sul lavoro che migliaia di operai, provenienti da ogni parte d'Italia, e non solo, troveranno a L'Aquila per chissà quanti anni avvenire.
“Di primaria importanza in questa fase di ricostruzione sarà il controllo della legalità delle imprese che prenderanno in appalto i lavori di ristrutturazione e ricostruzione e quindi della regolarità del pagamento di fornitori e operai”. Lo afferma il segretario territoriale della Filca-Cisl, Pietro Di Natale.
La retribuzione dei lavoratori è il primo punto che il segretario Filca vuole mettere in luce. Da diversi anni è entrato in vigore il DURC (documento unico di regolarità contributiva), vale a dire l'attestazione dell'assolvimento, da parte dell'impresa, degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e Cassa Edile provinciale: i versamenti contributivi saranno, quindi, controllati da questi enti bilaterali. “Le imprese”, continua Di Natale “si faranno concorrenza proprio con la retribuzione degli operai e manovali. Il Direttore di cantiere è deputato all'accertamento della regolarità del pagamento dei lavoratori e l'assunzione degli stessi con contratti adeguati alle loro mansioni, quindi l'applicazione del Contratto nazionale di lavoro e del Contratto integrativo provinciale di lavoro”.
Di Natale denuncia alcuni presunti casi di estorsione sulle retribuzioni dovute ai dipendenti di alcune ditte, che non sarebbero state ancora comunicate alle autorità competenti. Il caso è quello delle assunzioni con contratti diversi da quelli del settore edile: vengono stipulati contratti metalmeccanici o di altra natura, semplicemente per ricavarne un notevole risparmio sul costo del lavoro a danno dell'operatore edile, il quale si vede sottovalutato il proprio salario, spesso corrisposto “in nero”.
Oltre alla vigilanza dei contratti di assunzione è necessaria “la tracciabilità dei pagamenti – aggiunge Di Natale – tramite bonifici bancari perché gli operai, soprattutto stranieri e in condizioni di vita rasenti la povertà accettano pagamenti anche con assegni e addirittura in contanti”.
Altro punto dolente sono gli alloggi dei lavoratori: “un problema sociale”, a detta di Pietro di Natale. Saranno migliaia i lavoratori che si installeranno nei comuni del cratere per i prossimi anni e per loro, a differenza del periodo dell'emergenza, non è stata prevista alcuna soluzione abitativa, seppur provvisoria. Nel periodo della costruzione dei Map e delle palazzine del Progetto Case erano stati previsti dei container da adibire ad abitazioni, dotati di ogni comfort, i quali potrebbero essere riutilizzati anche ora. “I lavoratori che accorreranno a L'Aquila per lavoro saranno tanti e ci saranno sicuramente altre ricadute: prostituzione, droga – denuncia il segretario Filca-Cisl. Occorre maggior controllo”.
In questo grande cantiere che sarà il cratere aquilano tutte le imprese impegnate nell'esecuzione di opere pubbliche e private dovranno adempiere a determinati obblighi: tra le proposte al vaglia una patente a punti di cui le imprese dovranno dotarsi per essere selezionate durante gli appalti e per mantenere il permesso d'impresa. Altre proposte sono la dotazione per i dipendenti di un patentino ce attesti la loro formazione (formazione di base sulla sicurezza dei dipendenti, formazione 16 ore ante-assunzione per i lavori di primo impiego nel settore delle costruzioni); presenza in organico dell'addetto e preposto per il montaggio, trasformazione e smontaggio dei ponteggi; presenza in organico della squadra emergenza sanitaria e antincendio; nominativo del RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione); eventuale RLS (Responsabile Lavoro e Salute); consegna di adeguati dispositivi per la protezione individuale; di aver effettuato la formazione prevista dal Dlgs. 81/2008 presso gli Enti Bilaterali previsti dalla contrattazione nazionale.
Un'ulteriore soluzione per un monitoraggio completo sarebbe, inoltre, l'istituzione di un Osservatorio della ricostruzione, in connubio con enti e istituzioni, per monitorare i dati delle imprese appaltatrici e dei committenti.
I NUMERI – Ogni semestre la Cassa Edile della Provincia dell'Aquila pubblica i dati riferiti alla situazione lavorativa. I dati fanno riferimento al periodo dal 01 ottobre 2009 al 30 settembre 2010.
di Eleonora Ferroni
lunedì 7 febbraio 2011
FERMIAMO LE CADUTE DALL’ALTO: ACCORDO TRA FIRAS SPP E ASSOCIAZIONE LINEA VITA.
Sottoscritto il 24 gennaio 2011 un importante protocollo d’intesa tra FIRAS – SPP, il sindacato degli RSPP e ASPP italiani, e l’Associazione Linea Vita, una delle più importanti associazioni di progettisti, produttori e installatori a livello nazionale per la prevenzione contro le cadute dall’alto e la sicurezza dei lavori in quota: un impegno comune per la prevenzione in un settore ad alto rischio, che potrebbe rappresentare un punto d’incontro anche degli organismi paritetici ed Enti Bilaterali impegnati nel settore.
L’Agenzia Nazionale per la Bilateralità saluta l’avvenuta sottoscrizione di un protocollo d’intesa nel delicato settore dei lavori in quota così tristemente esposto a gravissimo rischio di cadute dall’alto.
Ne da notizia la Segreteria Nazionale della FIRAS, annunciando l’apertura di un nuovo importante fronte di iniziative per la prevenzione di uno dei rischi più gravi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
“FIRAS – SPP e l’Associazione Linea Vita stringendo un patto di unità d’azione che prevede tra l’altro la cooptazione del Presidente di ALV nel Consiglio Direttivo Nazionale di FIRAS e la cooptazione del Segretario Generale di FIRAS nel Consiglio Direttivo Nazionale di ALV, decidono di impegnarsi congiuntamente unendo le loro forze e risorse in una vasta campagna di sensibilizzazione, informazione e formazione specialistica tra i lavoratori, le aziende e i professionisti che si occupano di lavori in quota allo scopo di contrastare il grave fenomeno infortunistico del settore.
L’accordo sottoscritto è immediatamente operativo e segna un rinnovato impegno delle due organizzazioni firmatarie e un segnale alle altre associazioni sensibili alla prevenzione contro le cadute dall’alto e la sicurezza dei lavori in quota, facendo proprio e mettendo in pratica l’appello del Presidente Giorgio Napolitano “unire tutte le forze per rispondere alla emergenza nazionale rappresentata dal fenomeno infortunistico” che già nel primo mese del 2011 ha causato 93 morti, 93208 infortuni, 2330 invalidi.
L’ Agenzia Nazionale per la Bilateralità fa appello a tutte le forze e gli organismi ed enti bilaterali affinché sia raccolto l’appello del Presidente della Repubblica seguendo l’esempio di FIRAS – SPP e ALV.
L’Agenzia Nazionale per la Bilateralità saluta l’avvenuta sottoscrizione di un protocollo d’intesa nel delicato settore dei lavori in quota così tristemente esposto a gravissimo rischio di cadute dall’alto.
Ne da notizia la Segreteria Nazionale della FIRAS, annunciando l’apertura di un nuovo importante fronte di iniziative per la prevenzione di uno dei rischi più gravi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
“FIRAS – SPP e l’Associazione Linea Vita stringendo un patto di unità d’azione che prevede tra l’altro la cooptazione del Presidente di ALV nel Consiglio Direttivo Nazionale di FIRAS e la cooptazione del Segretario Generale di FIRAS nel Consiglio Direttivo Nazionale di ALV, decidono di impegnarsi congiuntamente unendo le loro forze e risorse in una vasta campagna di sensibilizzazione, informazione e formazione specialistica tra i lavoratori, le aziende e i professionisti che si occupano di lavori in quota allo scopo di contrastare il grave fenomeno infortunistico del settore.
L’accordo sottoscritto è immediatamente operativo e segna un rinnovato impegno delle due organizzazioni firmatarie e un segnale alle altre associazioni sensibili alla prevenzione contro le cadute dall’alto e la sicurezza dei lavori in quota, facendo proprio e mettendo in pratica l’appello del Presidente Giorgio Napolitano “unire tutte le forze per rispondere alla emergenza nazionale rappresentata dal fenomeno infortunistico” che già nel primo mese del 2011 ha causato 93 morti, 93208 infortuni, 2330 invalidi.
L’ Agenzia Nazionale per la Bilateralità fa appello a tutte le forze e gli organismi ed enti bilaterali affinché sia raccolto l’appello del Presidente della Repubblica seguendo l’esempio di FIRAS – SPP e ALV.
BARI- DONNE E LAVORO DALLA REGIONE 1 MILIONE PER LA CONCILIAZIONE- GENTILE “SUPPORTO CONCRETO ALLE LAVORATRICI”
Per un aggiornamento di tutti gli operatori del settore, riportiamo di seguito un'interessante articolo riguardante il co-finanziamento degli Enti Bilaterali in Puglia per dare concretezza ad un'iniziativa sperimentale della regione sui processi di conciliazione vita- lavoro per la donne lavoratrici. La notizia, pubblicata domenica 6 febbraio 2011 su quotidianopuglia.it, è stata riportata anche da liberonews.it.
Buona lettura!
Ammontano ad 1.000.00 di euro le risorse messe a disposizione dalla Regione Puglia per dare concretezza ai processi di conciliazione vita- lavoro e permettere alle donne occupate, dipendenti o imprenditrici, di usufruire di strumenti di flessibilità sul lavoro. Il budget regionale verrà incrementato grazie al co-finanziamento degli Enti Bilaterali (sono enti privati costituiti dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, in formula paritetica, di una determinata categoria professionale, ndr) interessati a prendere parte a questa sperimentazione, una fra le più innovative d'Europa. La sottoscrizione del Protocollo d'Intesa, domani alle ore 11, presso la Sala stampa della Presidenza regionale, tra l'Assessore Elena Gentile e il Presidente dell'Ente Bilaterale Artigianato Puglia (E.B.A.P.).
Dario Longo, rappresenta il primo passo per dare avvio al Tavolo di lavoro che avrà il compito di definire nel dettaglio la modalità di erogazione dei fondi e la quota di co-finanziamento da parte degli Enti Bilaterali che vorranno aderire a questa iniziativa sperimentale. Tale misura, integrativa rispetto a quelle generali, messa a punto dalla Regione con il contributo degli Enti Bilaterali, permette alle lavoratrici, che intendono ricorrere all'estensione facoltativa per maternità, al part time per motivi di cura o ai congedi di cura familiare, di ottenere un'integrazione al reddito o un'integrazione contributiva previdenziale.
In particolare, per le donne occupate nei settori di riferimento degli Enti Bilaterali che aderiranno all'iniziativa, sono previste tre tipologie di integrazione: - le madri in astensione facoltativa potranno fruire di un'integrazione al reddito fino alla concorrenza del 100% dello stesso per un periodo massimo di 8 mesi; - le lavoratrici madri che ricorrono al part time nei primi tre anni di vita del bambino, hanno diritto a un'integrazione contributiva previdenziale per il versmento del 100% dei contributi;- le lavoratrici in congedo di cura familiare potranno godere di un'integrazione al reddito fino alla concorrenza del 100% dello stesso.
da quotidiano.net
Buona lettura!
Ammontano ad 1.000.00 di euro le risorse messe a disposizione dalla Regione Puglia per dare concretezza ai processi di conciliazione vita- lavoro e permettere alle donne occupate, dipendenti o imprenditrici, di usufruire di strumenti di flessibilità sul lavoro. Il budget regionale verrà incrementato grazie al co-finanziamento degli Enti Bilaterali (sono enti privati costituiti dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, in formula paritetica, di una determinata categoria professionale, ndr) interessati a prendere parte a questa sperimentazione, una fra le più innovative d'Europa. La sottoscrizione del Protocollo d'Intesa, domani alle ore 11, presso la Sala stampa della Presidenza regionale, tra l'Assessore Elena Gentile e il Presidente dell'Ente Bilaterale Artigianato Puglia (E.B.A.P.).
Dario Longo, rappresenta il primo passo per dare avvio al Tavolo di lavoro che avrà il compito di definire nel dettaglio la modalità di erogazione dei fondi e la quota di co-finanziamento da parte degli Enti Bilaterali che vorranno aderire a questa iniziativa sperimentale. Tale misura, integrativa rispetto a quelle generali, messa a punto dalla Regione con il contributo degli Enti Bilaterali, permette alle lavoratrici, che intendono ricorrere all'estensione facoltativa per maternità, al part time per motivi di cura o ai congedi di cura familiare, di ottenere un'integrazione al reddito o un'integrazione contributiva previdenziale.
In particolare, per le donne occupate nei settori di riferimento degli Enti Bilaterali che aderiranno all'iniziativa, sono previste tre tipologie di integrazione: - le madri in astensione facoltativa potranno fruire di un'integrazione al reddito fino alla concorrenza del 100% dello stesso per un periodo massimo di 8 mesi; - le lavoratrici madri che ricorrono al part time nei primi tre anni di vita del bambino, hanno diritto a un'integrazione contributiva previdenziale per il versmento del 100% dei contributi;- le lavoratrici in congedo di cura familiare potranno godere di un'integrazione al reddito fino alla concorrenza del 100% dello stesso.
da quotidiano.net
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